Intervista ai tirocinanti: Alessandro

Sono Alessandro e quando ero piccolo avevo un sogno: volevo
fare il carabiniere. La mia infanzia è stata caratterizzata da macchinine telecomandate
e auto della polizia. Frequento le varie scuole e mi laureo in scienze
giuridiche. Prima di laurearmi però, faccio il concorso per entrare nell’Arma
dei carabinieri.

Il concorso va benissimo e divento carabiniere. Sono al
settimo cielo: un sogno avverato!

Faccio il carabiniere per 6 anni, finché una sera ad un
posto di blocco il mio collega, nonché amico, viene travolto da un auto che non
si ferma all’alt e mi muore tra le braccia. Da lì qualcosa in me si è rotto, mi
sento morire.

Alterno emozioni di rabbia, paura, adrenalina e impotenza.
L’arma, quando accadono eventi del genere, decide di tutelarti facendoti
svolgere lavori di ufficio. Proprio in quell’ufficio muoio per la seconda
volta: io che ho sempre pensato al carabiniere come ad un organo che protegge
la comunità, che rende giustizia, che è sempre in azione adesso sono chiuso tra
faldoni e pc. Inizio a soffrire di depressione e mi congedo.

Mi prendo un periodo di due anni per riflettere, pensare al mio
futuro, alla mia vita, al mio lavoro; finchè una sera,  entrando in una discoteca, il proprietario mi
chiede se voglio iniziare una collaborazione come addetto alle pubbliche relazioni.
Inizia la mia vita da pr per molte discoteche durata 15 anni : Ibiza, Milano e Sardegna.

Anno 2020: COVID, discoteche chiuse e io ricado nel mio
vortice: rifletto, penso e ripenso a tutta la mia vita. Inizio a lavorare come
vigilante presso alcune società ma poco dopo ho l’ennesima ricaduta e mi
ricoverano in psichiatria. A ottobre 2023 mi ospitano nella comunità dove vivo
tutt’ora.

La mia vita all’interno della comunità è piacevole, mi trovo
bene e sono finalmente riuscito a prendermi del tempo per me stesso, a pensare
e a svolgere alcune cose che stando da solo non sarei mai riuscito a svolgere.

 

Da quanto tempo sei
in Alveare?

Sono in Alveare da un mesetto e mezzo.

Come hai conosciuto
Alveare?

Ho conosciuto alveare attraverso una persona che frequenta la
mia comunità e che ha svolto un percorso di tirocinio presso la cooperativa, mi
ha parlato molto bene della Cooperativa Alveare e allora ho chiesto alla
persona che mi segue di poter intraprendere un percorso di tirocinio presso di
loro.

 

Come ti trovi in
Alveare?

In alveare mi trovo molto bene con i miei compagni: le
persone possono variare ma la serenità rimane sempre. Mentre sul piano
lavorativo è tutto ben organizzato, mi piace perché non è un lavoro statico
poiché possono arrivare varie mansioni e varie lavorazioni da svolgere ed è
quindi molto dinamico.

Visto il ritmo della cooperativa e la tranquillità che mi
offre, da tre giorni ho voluto fare anche il quarto giorno della settimana,
sperando di arrivare a riuscire a fare 5 giorni su 5.

Hai qualche
suggerimento per Alveare?

Per ora nessun suggerimento, è gia tutto come vorrei.

Cosa ti lascia
Alveare?

Alveare mi lascia disciplina e precisione. Sono lavorazioni
dove serve attenzione poiché il risultato finale può essere poi esposto in
delle farmacie come gli occhiali da lettura e quindi sento delle responsabilità.
Sul lato umano mi sono trovato benissimo con tutti, sia con la dirigenza sia
con i colleghi in quanto sono sempre tutti molto disponibili e ci si aiuta a
vicenda.

Consiglieresti
Alveare?

Consiglierei Alveare a tutti per un percorso di tirocinio o
altro in quanto è un ambiente molto famigliare e dal quale si può imparare.

Contattaci al 02 38306373 oppure qui sotto

Cliccando su "Invia" autorizzi il trattamento dei dati personali; i dati inseriti nei campi sottostanti saranno utilizzati solo allo scopo di rispondere alle domande formulate e poi saranno cancellati o pseuedonimizzati. (Scarica l'informativa in formato pdf)

Condividi